15/05/2012
bella charlie
< Quando ho cominciato ad amarmi davvero, mi sono liberato di tutto ciò che non mi faceva del bene: cibi, persone, cose, situazioni e da tutto ciò che mi tirava verso il basso allontanandomi da me stesso, all’inizio lo chiamavo “sano egoismo”,
ma oggi so che questo è amore di sè. >
Charlie Chaplin
bella charlie, non c'è che dire.
e più passa il tempo più mi avvicino a questa bella condizione.
certo, non è sempre facile.
certo, alle volte ti senti una merda.
certo, qualcuno e qualcosa viene perso per strada.
ma la vita va così; alle volte va come non ti aspetti, ma alle volte va decisamente meglio di come ti saresti creduta.
ad esempio aiutare persone a cui vuoi bene, dedicare loro del tuo tempo, sento che fa bene anche a me. "curare" animi inquieti, "cura" anche il mio, che come per magilla si sta piano piano quietando.
un amico fotografo mi ha chiesto un racconto per una sua foto in una mostra. è stato bello rispondere di slancio "sì" e trovarsi in pochi minuti a snocciolare un racconto d'amore davanti ad una foto di marmellata! è incredibile cosa abbiamo dentro, e non sappiamo d'averlo.
neanche a dirlo ha riscosso un successo inimmaginabile, e io mi sono gongolata nei complimenti come una pazza. ( poi ve lo farò leggere...se fate i bravi)
(quando ce vò ce vò)
un'amica in grande difficoltà...la mia migliore amica, è davvero in grande difficoltà; spero di fare bene con lei, spero di essere quel salvagente che ho anelato tanto in passato e che mi sono dovuta andare a cercare personalmente strisciando come un assetato nel deserto. spero che lei prenda al volo quello che le sto lanciando senza troppi complimenti.
qualcuno mi ha detto che avrei dovuto lasciarla perdere, che chi non si aiuta non merita tutto questo mio impegno e devozione, ma girare le spalle a lei, che fa parte della mia vita da anni 0, sarebbe stato come girare le spalle a una parte di me. e questo errore non voglio proprio più rifarlo.
la vita prende strane direzioni, in certi tratti di pianura ombreggiata il tuo sentiero incontra una ripida salita, e non bisogna scoraggiarsi; misurare il passo, calibrare il respiro e tenere gli occhi fissi sulla meta, questa è l'unica cosa che va fatta.
vorrei avere una macchina fotografica cerebrale, che funzioni semplicemente con un battito di ciglia, senza dover star lì a tirar fuori digitali, cellulari, polaroid e un cazzo di altro. poter scattare la foto in quel momento esatto in cui "la vedi" e registrarla in un cassetto del tuo cervello; come adesso.
un casco giallo appoggiato all'impalcatura di ferro arrugginito si staglia in cielo azzurro terso punteggiato da foglie verdi brillanti del platano in piena esplosione primaverile. lui mi guarda e mi sorride, e "a me mi" si grovigliano le budella, esattamente come 17 anni fa.
dai valà...
17:43
Scritto da: lavalev
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10/05/2012
applausi per la Vale!
effettivamente sì, sto lavorando parecchio in sto periodo, ma se non faccio girare io l'economia chi ci pensa?
tipo ad esempio, stamani ho incominciato a pulire la piscina, che detta così potrebbe anche sembrare una pratica ludica e ricreativa, invece è una grossissima rottura di cazzi: raccogli le milamila foglie, che ce ne sono di quelle che sono diventate di velo trasparente, dovrei far loro una foto, perchè è una sorta di sublimazione della foglia niente male, poi c'è da pulire tutta la canalina bordo vasca, e per quella per ora mi sono limitata a "tirarla su" che aspetto mi portino la potente idropultrice, sennò ci moio. insomma ora non sto qui a farvela tanto lunga, però fidatevi, è una rottura di cazzi immane!
però non lo so, nonostante la congettura non proprio favorevole io mi sento bene; a dire il vero mi sento un po' come il dino qui sopra. ci sta non la capiate, ma come sempre io sono qui per erudirvi, oltre che intrattenervi, quindi se non la capite pigiate qui e fischiettate con me l'allegro motivetto:
<If you're happy and you know it, clap your hands If you're happy and you know it, clap your hands If you're happy and you know it, then your face will surely show it,
If you're happy and you know it, clap your hands.>
detto ciò, si tiene botta, come sempre, e come sempre vi saluto, e vi do appuntamento alla prossima avventura!
18:17
Scritto da: lavalev
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01/05/2012
un'alleata infingarda di pensieri del cazzo
in poche parole il fatto è che ci sono vecchie canzoni tipo questa che quando le passa, inaspettatamente, la radio hanno il potere di smuoverti qualcosa dentro; un frammisto fra nostalgia e sfavatura.
un frammisto che ti fa abbozzare un sorriso e velare un occhio.
son cose così, che ti fanno accavallare i pensieri, riesumare ricordi, realizzare che il dolore di oggi è figlio della felicità di ieri, ma allo stesso tempo la felicità di oggi è figlia del dolore di ieri.
così può capitare di sentire dentro delle canzoni, in un posto dentro che so io...
forse questi pensieri arzigogolati si fanno solo perchè, puttanalamaestra, tocca lavorare sabato/domenica/pasqua/primomaggio/natale/capodanno e la smaronatura si sa che è un'alleata infingarda di pensieri del cazzo (che donna fine che so essere alle volte).
perchè io lo so che se a quest'ora fossi dinnanzi ad un panorama mozzafiato, ad un quadro di Van Gogh, all'Empire State Building, al Khajuraho o alla Venere degli stracci, coiccazzo starei qui a farmi ste vecchie seghe mentali marce.
andate in pace.
amen.
09:40
Scritto da: lavalev
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27/04/2012
dare e avere
io credo che sia bello dare; la generosità di animo e di gesti lascia sempre un bel senso dentro.
ma credo anche che il dare vada reintegrato con il ricevere (che anche quello lascia un bel senso dentro); diversamente credo (quante cose credo oggi) che la "fonte" del dare si esaurisca. si secchi.
ecco io mi sento così oggi: un invaso di acqua prosciugato. secco.
so che non è bello rivendicare il "dato", bisognerebbe infatti dare senza nulla pretendere, ma sarei troppo perfetta per essere vera. e benchè io rasenti la perfezione (voi lo sapete bene) non lo sono.
sono molto più vera che perfetta; vera con i miei bisogni di ricevere, assieme a quelli di dare.
ricevere un'attenzione, una carezza, un gesto anche piccolo, che ti faccia sentire importante, desiderata, apprezzata.
Osho, che saluto, diceva che in amore bisogna essere un imperatore, e non un mendicante. e questo voglio essere, e questo mi impegno ad essere, ma oggi, mai come oggi, dentro mi sento inginocchiata nell'atto di supplicare un gesto.
un gesto che mi faccia capire che vale la pena tenere duro in questi momenti di sofferenza e di sconforto, che mi faccia capire che tutto quello che sto facendo non sarà vano, perchè oggi davvero mi sento di stare sprecando i migliori anni della mia vita aspettando che venga il meglio (che deve ancora venire).
e mi sento quasi sciocca ad aspettare un miracolo, che forse, è solo nella mia testa e nel mio cuore.
si sa che bisogna essere in due a lottare per qualcosa, a credere in qualcosa se vuoi che questo qualcosa abbia un senso, altrimenti è solo un'ossessione.
e io francamente a ossessioni avrei già dato.
so di essere una persona nuova e migliore, consapevole del mio valore, presente a me stessa, illuminata e bella da morì, che ha dato tanto e allora mi chiedo dove andrò a finire? dove andremo a finire?
se un fosso si fa con due sponde, se per fare un albero ci vuole un seme, per fare un seme ci vuole il frutto e per fare il frutto ci vuole il fiore, allora non sarebbe ora che fiorisse qualcosa?
non si vive di domande, Valentina, si vive di risposte; e la risposta è sì.
18:14
Scritto da: lavalev
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24/04/2012
Come Fly with Me
non si vive di soli uccelli. lo sa bene la Iena, che saluto.
non si vive solo di aifoni e compagnia bella.
non si vive solo ( anzi si muore ) pensieri, preoccupazioni e mamanonmama.
così io la Lilla, una chiacchiera e l'altra via Skype, ci troviamo empaticamente a sognare la Thailandia.

non è possibile restare inchiodate a una scrivania e perdere una vita nella piana padana; dobbiamo vedere il mondo, riempirci gli occhi di luci e colori, odorare profumi nuovi, riconnetterci alla fonte, abbandonarci alla madre terra.

insomma qua è tutto un tribolare: l'aifono costa troppo per me, l'instagram lei non lo sa usare, chi è depresso, chi ansioso, chi tromba e chi no. basta! stop! qui ci vuole la rivoluzione.
e allora sì! partiamo.
"che per la vita" le dico "voglio vivere di solo pollo tai, spaghetti tai, pesci tai, meditazione tai."
ma la ragazza pensa avanti e mi ragguarda "peccato per gli uccelli thai, che insomma non godono di grande fama ,ma a qualcosa dovremo pur rinunciare!"
"anche se... poco ma volentieri, insomma...se son piccini saran bravi a fare altro" la tranquillizzo.
"infatti" la ragazza la sa lunga (anche più di me)"magari i thai sono dei braverrimi mangiatori di gnocca, per dire, che ne sappiamo noi?" "dobbiamo andare a provare, subito!"
il mio grido si alza libero "esatto! si parta! immediatamente!"
via ci vediamo alla Malpensa fra otto ore!!!
quindi se per caso non avete più nostre notizie, non cercateci. staremo bene.
17:47
Scritto da: lavalev
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23/04/2012
si, vabbè, un titolo...fate voi che non mi viene
dai sono già le 10 e mezzo e devo ancora fare tutto.
il bello è che sono in batteria dalle 7.
il bello è che è lunedì, e se c'è un monte di gente che si lagna che il week end è finito, io sono in controtendenza, come sempre.
occhei occhei mi piace anche a me il week end. adoro il week end, ma a oggi 2012 con il mondo nella merda fino alle ascelle, credo si debba iniziare ad amare il week start!
s'ha da lavorare signori miei, se si vuole far l'amore, come cantavan quelli; s'ha da aver voglia di produrre, creare, innovare spinti da questo vento (maremmacheventostigiorni) di primavera.
l'ozio lasciamolo ai balordi e agli ignavi, che non aspettano che l'ora dell'aperitivo, per sfoggiare il nuovo aifon, per postare pinterest, per cieccarsi in forsquer.
apro una parentesi.
che grande tristezza vedere le coppie di trent'anni senza entusiasmo; lei è imbronciata nei suoi jeans seconda pelle, su tacchi a spillo improponibili, piastrata alla morte. lui ha un grosso telefono, un grosso orologio, una grossa automobile, i capelli precisi e un giubbotto buono contro il freddo ma che non scalda. si guarda in giro, lei lo sa ma non ha il coraggio di intervenire.
e io ripenso alle vecchie foto dei miei genitori, vestiti alla meno peggio, alla loro miseria; mia mamma coi capelli corti tagliati da una mano maldestra mentre balla un improbabile "ballo del mattone" con mio babbo, e ridevano di gusto.
salviamo i ragazzi dalla tristezza: è un imperativo!
chiusa parentesi.
anche perchè nel frattempo mi ha chiamato mia sorella (classe '59): ha pensato al mio regalo di compleanno (il 10 agosto ndlv).
"che ne dici se ti regalo il concerto dei Duran Duran a Cattolica il 20 luglio?!!?!!!"
voi non potete capire, lo so, ma ora s'è fatto davvero tardi e c'ho da andar via.
ve lo spiego un'altra volta.
come diceva quello: siate affamati (ma non mangiatevi a tutti i costi una merda) siate folli (ma valutate adeguatamente se ciò in cui pensate di folleggiare prevede il carcere a fine corsa)
10:33
Scritto da: lavalev
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18/04/2012
in clandestinità
<mi pare fosse un album, o solo una canzone, o nemmen quella di Vinicio, che saluto.
ma non c'entra niente, o meglio quasi niente.
questa sera finalmente, e sottolineo finalmente, ci rivedremo!
e finalmente questa volta non ci sarà di mezzo un impegno di lavoro e un caffè veloce al casello.
e non ci sarà nemmeno fra i piedi ( sì vabbè, carina carina, ma un po' di pathos lo debbo creà ) la tua collega alta.
saremo solo io e te: occhi negli occhi, un fiume di parole, le nostre emozioni che si mischiano, le risate l'empatia. io e te.
una saletta intima jappo, quell'atmosfera un po' esotica che fa mangiare con le bacchette, il mio colore fresco di capelli, le tue sempre favolose scarpe.
ci incontreremo come calndestini in un parcheggio appena fuori Bologna, e quando ti racconterò il resto mi darai magari della puttana, ma ti piacerà.
io e te, in clandestinità.>
così dico, cerco una bella foto, scrivo due righe per stemperare l'emozione e ingannare l'attesa...e guarda che trovo, digitando su google immagine :appuntamento clandestino.
un porco con la benda da pirata!! Lilla, mi amor, non ce la possiamo mica fare a essere normali!!!
12:37
Scritto da: lavalev
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14/04/2012
gnocchi al pomodoro
fuori piove.
riconosco che l’età porta dei limiti ben chiari: fare tardi diventa più un'imposizione che un piacere, la gente in giro si somiglia ed io divento ogni giorno sempre più esigente e intollerante.
vorrei bere solo vino buono, mangiare in luoghi poco affollati con la luce giusta ed avere dialoghi carichi di fascino e umorismo.
sono stropicciata.
la notte mi sveglio e poi non dormo più e penso penso penso, penso tutto quello che durante il giorno non ho il tempo di pensare; sono proprio una cretina.
dovrei sostenere la teoria della bella giornata, e decidere che vivere felice è più opportuno che vivere sembrando felici ricavando anche nel suono della sveglia un'opportunità in più.
ma questo è molto più facile da pensare che da fare.
cucinerò gnocchi al pomodoro.
anche se non è giovedì, chi se ne importa. perchè gli gnocchi mi mettono allegria, anche il pomodoro me la mette, e poi in questa valle bagnata, di lacrime e pioggia (senti là che poesia), ho di che essere allegra e felice: la mia amica fiorentina è incinta! e se proprio avevo bisogno di una scusa per andare a trovarla, quale meglio di questa!!
le lamentele, un'altra volta.
11:59
Scritto da: lavalev
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11/04/2012
un po' mamma, un po' porca com'era
tutti mi chiedono "stai bene?" evidentemente il mio non stare bene per un cazzo non riesce più a restare celato nei meandri del mio essere.
probabilmente si arriva ad un punto in cui anche la roccia più roccia tira la crepa e si lascia andare allo sgretolamento fisiologico e naturale.
eccomi qua, debbo fermarmi un momento ed ammettere che non sto bene.
e lo so che non sto bene perchè mi sono trascurata l'anima, e questo non è bene; prendermi il tempo per meditare, per camminare in beata solitudo, spengere telefoni e piccì e lasciare che il mondo vada da se per un'oretta al giorno deve essere regola e vangelo, senza se e senza ma.
invece no! ho lasciato che tutti mi tirassero per la giacca (si fa per dire ovviamente) che tutti prendessero, chiedessero, prentendessero, chi a gran voce chi in un silenzioso goccia a goccia e mi consumassero fino all'osso. (magari, che ho anche preso peso, accidentamè)
e ora laVale è stanca. stanca che se ne vorrebbe restare a letto ignorando doveri di sveglia e figlia e lavoro, stanca che questa recrudescenza novembrina quasi quasi le piace, stanca nel corpo e nella mente, e stanca, ahimè stanchissima nel cuore.
che vorrebbe tanto lamentarsi di essere stanca di lavorare e basta (ma come puoi lamentarti che c'è chi il lavoro lo perde o alle peggio non ce l'ha); stanca di inseguire il sogno di un ritorno che non torna (ma come puoi pensare che torni quando qualcuno più autorevole di te ha detto anche cose tipo "lascialo andare e se torna sarà tuo per sempre, e se non torna non lo è mai stato" SDENG) che a pensarci bene poi non vorrebbe nemmeno tornasse per davvero, o forse vorrebbe solo tornasse per dirgli "ciao"; stanca di dare dare dare amore, sostegno, spalle su cui "piangere", appoggio incondizionato, aiuto, madre moglie sorella figlia, e mai, dico mai un po' puttana; stanca di aspettare, di aspettarsi, di accontentare e di accontentarsi (ma come puoi lamentarti quando c'è gente che perde la salute o forse non l'ha mai avuta); stanca di aver voglia di piangere e non riuscire ad emettere una sola lacrima (ma come puoi lamentarti quando c'è gente che si annega).
insomma eccomi qua, mi sto lamentando, cosa che aborro negli altri e figuratevi in me.
quindi stop al televoto.
io so di essere la causa di questo malessere e malumore, e come so di essere la causa so anche di esserne la cura.
e siccome che so anche di meritarmi il meglio che la vita ha da offrirmi, amore e abbondanza, vedrò di andare a prendermi tutto ciò.
e se non ce la farò, vedrò di andare a fan culo, cosa che peraltro, mi è sempre riuscita parecchio bene.
11:05
Scritto da: lavalev
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03/04/2012
e che polla!!!
che dire, non saprei.
pensavamo fosse arrivata già l'estate, e invece questi primi giorni di primavera paiono piuttosto primi giorni d'autunno.
ma vabbè, mica posso stare qui a pensare al tempo. sarà quel che sarà.
se sarà freddo mi coprirò, se sarà caldo mi svestirò. amen.
che polla che sono! dite la verità, non è favolosa codesta foto!?! lo è!
con i primi 20 gradi son arrivati puntuali anche i primi movimenti sudombelicali, come dice il mio amico Capitani, che saluto. solo che i movimenti sudombelicali te li sbatti tuttalpiù facendo dell'hula hop, che di ciccia da buttar in graticola qua non ce n'è.
che tristessa, signori miei, che tristessa! oltretutto leggevo questo "le statistiche ci dicono che fra gli anni 60 e gli '80, era il 60% delle donne ad accusare mal di testa per sottrarsi ai piaceri dell'amore. Negli ultimi 10 anni e in drammatica ascesa di anno in anno, è il 70% degli uomini a farlo, contro un 30% femminile. Oltre al mal di testa gli uomini usano anche le seguenti scuse: troppo caldo, pochi soldi, poco lavoro, troppo lavoro. " non è mica di una gran fonte autorevole, l'ha scritto infatti la Melissa Panarello sul suo Facebook, ma dell'autorevolezza di questo scritto me ne faccio un fritto, dal momento che io c'ho le prove.
insomma io ora non voglio star qui a fare né uno spiegone, tanto meno un lamentone; non voglio star qui a scrivere di colpe e ragioni, a trovare soluzioni o a dare ricette ( anche se so che bramate da sempre la mia ricetta segreta della lepre in salmì ). io sono qui a fare presente la situazione, a prenderne atto e a passare oltre.
il mio oroscopo intelligente dice che “Il cambio energetico e simbolico che vi interesserà da oggi è forte ma non così difficile, si tratta della valutazione di strade che non avete mai preso in considerazione o di cambiamenti che arrivano dopo aver tentato molte volte direzioni sbagliate. La cosa fantastica sarà che succederà tutto con piccole cose piacevoli e sinceramente inaspettate.” e poi dice anche che “Quelli di Venere sembrano i cambiamenti più difficili da accettare perché vi costringerebbe ad un compromesso o una trasformazione. L'ennesima. Il mio consiglio è di prendere sul serio ogni cosa, ogni piccola cosa che giunge nella vostra vita, ogni attimo di gioia effimera che tenterà di farvi cambiare idea sul vostro presente. Sono mille le possibilità che si aprono oggi, molte di queste come dicevo sono lontane da ciò che desiderate, sono mezzi passi, vie di mezzo vicine ad una dimensione di felicità che può rendervi sereni. Pensateci bene prima di rifiutarla...”
quindi io non posso stare qui a perdere tempo per verificare se il tuo mal di testa, o il tuo caldo, o il tuo poco lavoro o il tuo troppo lavoro è reale o diplomatico; io debbo stare qui a “badare” alle mie mille possibilità, a Venere, alle mie trasformazioni.
io c’ho da fare!
e capiscimi, sarò anche una polla, ma pur sempre una polla indaffarata!
19:03
Scritto da: lavalev
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