un calesse

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quando il referto dice “presunto tumore” diciamo che la vita proprio non ti sorride, diciamo…

e poi dire che “ti passa tutta la tua vita davanti come un film” pare un po’ prosaico e scontato, e infatti non ti succede proprio così. chi lo ha detto o scritto non gli devono aver detto quanto sopra per davvero.

perchè più che la tua vita passata vedi la tua vita futura, che qualcosa sta tentando di fotterti così, sotto al naso; le cose che non hai ancora visto, le cose che non hai ancora fatto, le esperienze che non hai ancora vissuto, sono lì tutte in fila davanti a te con il loro vestito più bello.

se poi sei genitore, oltre a quel film lì, vedi anche il film dell’abbandono, dove protagonista sei tu che te ne vai controvoglia e attrice non protagonista è tua figlia che resta a vivere la sua vita senza la sua mamma.
che voi sapete bene non essere una mamma comune, ma una mamma speciale, favolosa, unica e irripetibile, insostituibile.

se poi sei genitore ti parte anche tutta la pippa mentale di “lasciarle qualcosa”, qualcosa che “riscaldì”, qualcosa che “protegga”, che “accompagni”, che “sollevi”, che “faccia ridere di gusto”, e che “consoli”.

ti parte anche tutta la pippa mentale della vita di merda che stai vivendo, di quanto meditare non sia servito a un cazzo, nè dimagrire, nè lottare, perchè alla fine quella profezia che cinicamente facevi pare si stia avverando: “tribolli tribolli in una vita che non hai chiesto, e poi alla fine ti dicono che ti devi morire”. e ti senti sola, e non amata come vorresti, come dovresti, come meriteresti; e fai piani e progetti che non sai se potrai portare a termine. e ti senti di aver fallito su tutta linea perchè non solo capisci di non amarti abbastanza, ma realizzi che ancora una volta ti aspetti di ricevere amore dove di amore non ce n’è più, o almeno, non quello che vorresti tu.

in tutto questo turbinio di emozioni, contraddizioni, scazzi vari, parte las ramblas dei medici, delle visite, dei pareri, richiesti e non richiesti, degli amici di amici che hanno avuto…della vicina della zia che ha avuto….della cugina della parrucchiera che ha avuto, e tu ti lasci avvolgere da tutti questi racconti fino a quando non implodi, e senza fare rumore alcuno, smetti di rispondere, smetti di ascoltare, di chiedere, di cercare.

smetti di fare tutto quello che ti ricorda cosa potrebbe essere, fino a quando non incominciano a sbucanarti a destra e a manca, senza certezze, senza opzioni, senza vie di fuga, senza sapere come va a finire; fino a quando ti addormenti senza accorgertene, senza aver detto quello che volevi dire, e senza aver fatto quello che volevi fare, perchè nel momento in cui ti hanno detto “quello”, ti si è come congelato dentro qualcosa che ha bloccato tutto il fluire delle emozioni.

e poi ti sei svegliata, con un bruciore in gola, con i neon che ti scorrono sopra la testa, con uno strano dolore, torpore, insensibilità, e stranezza, e la prima cosa che riesci a dire è “ho ancora tutto?” 

e la risposta è: sì!

e vedi le lacrime di gioia di tua sorella, che ti si butta addosso senza badare a fili e buchi e dolori, che ti abbraccia e ti bacia e ti dice che è “andato tutto benissimo, che non era nulla di quello che si pensava“, e tu ascolti, e chiedi, e capisci, ma anche no.

è andato tutto bene, non era un tumore, era un calesse.

dovresti festeggiare, dovresti sprizzare felicità da tutti i pori, sorridere e essere energica.

e invece quella parte di te che si era congelata non ne vuole sapere di scongelarsi.

e fuori sono anche due gradi sotto zero.

e domani è il nostro anniversario.

e fra poco è natale.

un calesseultima modifica: 2012-12-10T18:30:00+00:00da lavalev
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6 pensieri su “un calesse

  1. Cazzzonaaaaaaaaa!!!!
    A me mi era già scorso in testa il film delle cose da dirti delle cose da farti (ghghghghgh) delle cose da mandarti….
    Che poi un po’ fatalisticamente pensavo “non è possibile,la Vale è una forte…”, e didattamente….
    Quoto Iena…..”mavvaffanculo”,và!!!

  2. Beh.
    Io ho pianto quando mi è arrivato il messaggio di un’amica che, pensa te, ho visto solo 2 volte.
    Di felicità.
    Ho guardato il Perfido che mi ha guardato e non ha capito.
    Ma io sono strega, e lo sapevo.
    Che ti devo dire: lo sapevo.

    E ora te lo diranno in tanti, ma questa è un’opportunità.
    (puoi alzare gli occhi al cielo e dire cheppppalle pure tu, non mi offendo).

    Devi prendere quell’anniversario e scrollarlo per le spalle e chiedergli com’è, secondo lui, che proprio lì ti è venuto il “presunto tumore”.
    Che io non ci credo, sono mooooolto allopatica, però, direbbe mia mamma, “guardacaso”.

    E’ un’opportunità e tu ti devi prendere, e sbatterti nel microonde, a tutto fuoco, e obbligarti a scongelarti.
    Tu ti meriti lo scongelamento.

    Così è stabilito.

    Lilla

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